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1977-1999

Nel 1985 il gruppo, convinto che dalla Cultura possano nascere posti di Lavoro, da Associazione si costituisce in Cooperativa. E' in questo contesto che la compagnia "convince" a far parlare in Sardo Molière e Plauto. La scelta di fare ricorso ai classici è dettata dalle umane avversità, i mali della società o, di contro, le gioie della vita che non hanno confini, né spaziali né, tanto meno, temporali, l'Uomo vive al di sopra della storia e, ciò che conta in ogni tempo è capirne lo spirito che anima il suo operare.

La Coop. LA MASCHERA nel 1990 è fra i gruppi che danno vita all'Associazione Regionale del Teatro Etnico, cinque compagnie Sarde più rappresentative del Teatro Etnico

Nel 1992 si mette in scena una brillante commedia, firmata da S. VARGIU, Autore contemporaneo, con la regia di E. Parodo.

La ricorrenza del primo centenario , di un grave avvenimento del 1892, un'inondazione che distrusse il paese di San Sperate e provocò innumerevoli vittime, diede la possibilità, quasi una "necessità" del teatro, cioè guardare alla storia per capire il presente, attingendo a piene mani dalla storia e dalla memoria degli anziani per allestisce il dramma: S'UNDA MANNA di Alfonso Spiga con la regia di Giampietro Orrù. Successivamente con la regia di G. Boi, si mette in scena uno spettacolo tratto dal capolavoro del teatro russo: Il CANTO DEL CIGNO di A. CECHOV che diventa S'URTIMU CANTU. Una sorta di bilancio dell'intero gruppo, ma tanto più dell'interprete dell'opera Mario Fulghesu, che ha ormai dedicato al teatro trentacinque anni della propria esistenza.

Gli allestimenti successivi furono: BRULLAS DE ATTORI, tratto da un testo di Dario Fò e CUN D’UN OGU SERRAU, Commedia Brillante liberamente ispirata al racconto di Cervantes “ Il Vecchio Geloso


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